Notiziario di Venerdì 29 Ottobre 1999
Se non fosse che la situazione è seria, se non fosse per la siccità che incombe, se non fosse che i disoccupati rimangono, lo sviluppo non arriva e la crescita non decolla, i siciliani potrebbero guardare a quello che capita alla Regione con sorriso e sommergere i nostri politici con una risata.Ma così non è, il precario tessuto siciliano è ancora troppo vincolato alla proposta politica, alle norme e alle leggi, per pensare di ridere di quello che avviene all'ars.Un vincolo tanto nel bene quanto nel male. Leggi che non si recepiscono e che bloccano l'attività economica siciliana, leggi che esistono ma che vincolano lo sviluppo alla burocrazia e alle sue lentezze.Quindi di questo momento d'impasse alla Regione i siciliani non possono sorridere e neanche plaudire al bon ton con cui centrodestra e centrosinistra si passano la palla per dire quale soluzione per il governo.La politica in Sicilia appare avvitata su se stessa, con la netta impressione che ogni deputato sia autoreferenziale, cioè non dialoghi che con se stesso e le sue personali esigenze.Adesso non rimane che aspettare l'otto novembre, data in cui all'ars si dovrebbe votare il Presidente della Regione per poi arrivare alla nomina degli assessori. Insomma la solita liturgia. Ma la netta sensazione è che si tratti di una data interlocutoria che non porterà altro che confusione e ancora divisioni.Così facendo l'azione politica perderà già quello scarso potenziale di credibilità che ha e che dilapida oggi giorno di più.Nell'attesa a noi sudditi delle alchimie più strane e delle alleanze più stravaganti, che per una parodia linguistica siamo chiamati elettori attivi, se non possiamo sorridere neanche possiamo piangere e dunque non rimane che attendere, ma il problema è: cosa attenderci?